Abbiamo urgentemente bisogno del tuo sostegno per salvarli. In uno dei campi, circa 500 tende sono state distrutte, mentre altre sono state abbandonate dalle persone perché ormai inagibili. I bambini in Siria sono affamati, hanno freddo e stanno soffrendo. Sono più di 11.7 milioni le persone che hanno urgente bisogno di assistenza, tra queste 5 milioni sono bambini. "Stiamo vedendo migliaia di convogli con veicoli che si allungano a perdita d’occhio, mentre le persone raccolgono di nuovo quel poco che hanno e si muovono sperando di raggiungere un luogo sicuro. Il 25 febbraio 2020 dieci scuole sono state bombardate durante l'orario delle lezioni. Ad Idlib, in Siria in 17 giorni sono stati uccisi 17 bambini. Scarica il Vademecum dell’Affido Familiare – PDF. POSTALE n. 43019207, Privacy Policy - Informativa sui Cookies - Condizioni d'uso del sito - Credits. Il 20 novembre 2019 un attacco al campo rifugiati di Qah, nel nord-ovest della Siria, ha ucciso 12 persone, tra cui 8 bambini. POSTALE n. 43019207, Privacy Policy - Informativa sui Cookies - Condizioni d'uso del sito - Credits, Cosa sta succedendo in Siria: il conflitto e la situazione oggi, Ansia e attacchi di panico tra i bambini siriani sfollati, Coronavirus Siria: paura nei campi profughi, in migliaia tornano nelle case distrutte. Lavoriamo in Libano per proteggere i bambini siriani che vivono nei campi informali del Paese rafforzando il sistema di protezione esistente. Erano stati trovati su un vagone merci insieme alla mamma la scorsa settimana. Abbiamo inoltre formato personale medico e infermieristico sulla salute materno-infantile. Due coetanei in questura, Precipita da 20 metri e muore nel Carso: tentava di attraversare il confine sloveno, Virus, il monitoraggio della settimana: frena la crescita dei contagi, il picco è più vicino. Dall’inizio della crisi, insieme ai nostri partner sul campo, abbiamo fornito sostegno a 3,33 milioni di siriani, inclusi 2,2 milioni di bambini. Le conseguenze di 9 anni di conflitto sui bambini siriani sono devastanti. Le scuole sono chiuse e le strutture sanitarie corrono enormi rischi nel continuare a operare. Le immagini satellitari mostrano che almeno 17 villaggi sono stati quasi completamente rasi al suolo, comprese le aree residenziali e commerciali, abitate da civili. Più di 80 mila persone hanno vissuto in campi ricoperti di neve, esposti all'inverno gelido della Siria settentrionale. Aumentano i casi in cui l'istituto dell'affido diventa a tempo indeterminato, di fatto, un adozione mascherata. Dal 1 dicembre 2019 al 18 febbraio 2020 sono arrivati nei campi profughi di Idlib 450.000 bambini, costretti ad abbandonare le loro case per l'aggravarsi delle violenze in Siria. Nel Paese inoltre mancano del tutto i tamponi. Anche nel versante nord-orientale non va meglio: sono meno di 30 i posti in terapia intensiva, 10 ventilatori per gli adulti e soltanto 1 pediatrico, per una popolazione di 1,3 milioni di persone. tel: (+39) 06.4807.001fax: (+39) 06.4807.0039email: info.italia@savethechildren.orgPiazza di San Francesco di Paola, 9  00184 Roma, email: sostenitori@savethechildren.orgo sostegnoadistanza@savethechildren.orgtel: 06.480.700.72, Tutti i numeri utiliTutti i modi per donareCome modificare la tua donazioneI nostri bannerLe nostre petizioni, Codice Fiscale 97227450158 - Partita Iva 07354071008 - C.C. I nostri operatori hanno distribuito coperte e materassi, ma migliaia di bambini rimangono ancora in grave difficoltà, malgrado le temperature si siano alzate. Il 3 ottobre 2019 una struttura sanitaria supportata da Save the Children in Siria, nell'area di Idlib, è stata attaccata con colpi di artiglieria. Sos Bambini, dopo una lunga esperienza avviata nel 2011 con Faus – Famiglie unite per la solidarietà di Laveno Mombello (Varese), che si è sempre occupata di adozioni temporanee dalla Romania, ha quest’anno firmato un Protocollo di accoglienza con la Direzione della Protezione Infanzia del Maramures dove si trovano le case famiglia da noi seguite per gestire in autonomia il proprio progetto. Save the Children, Harvard Humanitarian Initiative e World Vision, hanno analizzato le immagini satellitari di Idlib prime e dopo il conflitto: quasi la metà del territorio è stata abbandonata dalla popolazione in fuga e i campi profughi sono più che raddoppiati dal 2017. Siamo sul campo dall'inizio del conflitto e continuiamo il nostro intervento umanitario in Siria per fronteggiare i nuovi bisogni e garantire il supporto necessario ai bambini e alle loro famiglie, ma c'è ancora tanto da fare. Dall’inizio della crisi, insieme ai nostri partner sul campo, abbiamo fornito sostegno a 3,33 milioni di siriani, inclusi 2,2 milioni di bambini. Metà di loro sono bambini. Molti non hanno conosciuto altro che guerra e fughe disperate nelle loro brevi vite. Un quarto della popolazione siriana è sfollata. In ambito sanitario realizziamo campagne di vaccinazione per contrastare la poliomielite e l’epatite e distribuiamo kit igienici. Il tuo aiuto può fare la differenza per tutti quei bambini siriani che hanno già perso tutto, vivono in campi improvvisati e sovraffolati e ora si trovano davanti a questa nuova crisi senza alcuna protezione. Giulia, Michael e Sara sono solo alcuni nomi di bambini che sono stati allontanati dalle loro famiglie, a causa di gravi problematiche che impedivano loro di crescere serenamente e in un ambiente sicuro. Spesso questi luoghi non hanno alcun accesso all’elettricità. Continuiamo inoltre a lavorare nel contesto educativo: forniamo il nostro sostegno a 125 strutture scolastiche formali ed informali, tra cui i nostri Centri per la Cura e lo Sviluppo della Prima Infanzia e gli Spazi a Misura di Bambino. In Egitto abbiamo creato sei centri per bambini e famiglie a Il Cairo dove forniamo supporto psicosociale. A Idlib i bambini continuano a morire, 17 sono quelli morti in 17 giorni. La crisi in Siria si protrae da 9 anni ed è tra le più gravi di questo tempo. Stiamo inoltre migliorando l’accesso all’acqua potabile e distribuendo kit igienici per evitare la diffusione di epidemie. I bambini siriani trovati sul vagone mercia (dicembre 2019) a Trieste inseime alla mamma incinta . Stiamo lavorando a piani di emergenza per garantire che il nostro lavoro possa continuare e ci stiamo preparando a rispondere ai bisogni dei bambini colpiti dalla pandemia, ma è una corsa contro il tempo. Per riscaldarsi, si sono trovati a dover bruciare plastica o altri materiali infiammabili, non trovando la legna. tel: (+39) 06.4807.001fax: (+39) 06.4807.0039email: info.italia@savethechildren.orgPiazza di San Francesco di Paola, 9  00184 Roma, email: sostenitori@savethechildren.orgo sostegnoadistanza@savethechildren.orgtel: 06.480.700.72, Tutti i numeri utiliTutti i modi per donareCome modificare la tua donazioneI nostri bannerLe nostre petizioni, Codice Fiscale 97227450158 - Partita Iva 07354071008 - C.C. Operiamo in 4 strutture sanitarie e in 7 centri nutrizionali nel Nord-Ovest del Paese, mentre nel Nord-Est supportiamo 3 cliniche sanitarie e 3 centri mobili per mamme e bambini. Ma con tutta una serie di problematiche che il caso di Bibbiano ha portato alla luce. Tra gennaio e febbraio, a causa delle temperature gelide e delle terribili condizioni di vita, almeno 7 bambini sono morti nei campi profughi ad Idlib. Siamo inoltre presenti in Libano, Giordania, Egitto e Iraq, dove tantissim persone fuggite dal conflitto cercano riparo. Con il nostro intervento abbiamo raggiunto finora  158.520 persone, di cui 86.486 bambini. Quando un bambino vive in una famiglia in cui ci sono particolari e gravi problemi, allora viene affidato temporaneamentea un altro nucleo familiare. In programma 5 appuntamenti, dal 31 gennaio al 28 marzo 2019, rivolti a coppie, sposate o conviventi, e a persone single interessate ad un approfondimento sull’affido in tutti i suoi aspetti. A Idlib è in corso la peggiore crisi umanitaria nella Siria nord-occidentale dall'inizio del conflitto, che il 15 marzo compie 9 anni: a causa dell'escalation di violenza quasi un milione di persone, più della metà bambini, hanno abbandonato ogni cosa per trovare riparo dalle bombe. A causa dei continui rischi per le strutture sanitarie, le strumentazioni pesanti e i registri dei pazienti sono stati spostati per garantire che non vengano distrutti dai combattimenti in corso. La diffusione del virus è pericolosissima in aree come quella del nord-ovest della Siria, dove per quasi un milione di sfollati ci sono solo 153 ventilatori e 148 posti letto in terapia intensiva.

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