E’ tenero, buono ma decisamente ignorante insofferente ad alcune regole del buon gusto e del vivere civile. Chi ci aveva pensato prima? Ma guarda che il mio falegname con 30.000 lire la fa meglio, vah, non ha neanche le unghie! “Metti la mano lí dove c’è quella sporgenza lí a forma di zoccolo di gnu, Non conosco lo gnu, devo conocere lo zoccolo di gnu?”. Durante la pellicola sono presenti anche numerosi auto-riferimenti riguardanti lavori precedenti del trio comico. perché A ME?! Al momento non abbiamo niente di utile per te. Quanto volte abbiamo sentito questa frase, nei musei di arte contemporanea…. Giovani e vecchie generazioni rimangono attratte da questo film e dalle abilità comiche dei protagonisti ed è grazie a loro se conosciamo la cadrega, il Garpez e Ajeje Brazorf, oltre al fatto di aver reso ancora più famosi Sforza a Schillaci. Dovevo... uh... intendermi con tutte le creature.Yzma: perché a me! Immaginiamoci di fronte a un quadro, la forma artistica per antonomasia, e domandiamoci: è sufficiente conoscere la tecnica per essere considerato un artista? “Ma quindi mandiamo tutto a puttane? Ergo si passa dall’enorme importanza rivestita dal “come” alla prevalenza del “che cosa“: che cosa racconto, che cosa esprimo, che cosa voglio trasmettere e con quali mezzi voglio farlo. Tuttavia, se ci fossero solo Federer e Nadal nel tennis, non avremmo termini di paragone per giudicare Seppi o Gasquet. In secondo luogo c’è la “par condicio sentimentale” applicata da Marina Massironi. Quanto c’è di tecnica e quanto di pensiero rispettivamente in Prassitele, in Giotto, un Cezanne, in Burri? Nessuno, per quanto tutti avremmo potuto materialmente tagliare una tela. Nel biennio seguente, ribattezzatisi in Aldo, Giovanni e Giacomo, i tre recitano in teatro insieme a Marina Massironi (che fra l’altro reciterà anche in quasi tutti i loro film) in spettacoli quali Lampi d’estate (1992) diretto da Paola Galassi, Ritorno al Gerundio con Flavio Oreglio e Antonio Cornacchione. Fontana e altri artisti contemporanei incrementano il prestigio di Leonardo, ma soprattutto sono a loro volta ragione e materia del nostro godimento intellettuale e sensoriale. Nell’ambito fotografico, che ben conosco, molti fotografi cercano – attraverso strumenti tecnici quali il mosso creativo, lo sfocato o l’uso di colori artefatti – di conferire dignità artistica ai propri lavori, rendendoli simili a quadri. – Tre uomini e una gamba Acquista opere di Tre uomini e una gamba su Invece, avremmo potuto tagliare una tela. Questo è un errore grossolano. Il film rappresenta una velata critica sociale: a guidare il mondo è ancora la ricchezza, una ricchezza cafona e volgare, che si permette di essere arrogante e ricattatoria. Paradossalmente, però, sarà proprio il viaggio verso “la costrizione estrema”, il matrimonio di Giacomo con una ragazza sgraziata e grottesca, a rappresentare la via verso la libertà. Sono curati, maniacali: l’artista ha applicato una garza dietro per evitare che si sfrangiassero; e, soprattutto, sono il frutto di un’idea. Che cosa ho fatto di male?! Il fil rouge che segna tutto il film e senz’altro una battuta: “Anche il nostro falegname l’avrebbe fatta meglio”. Una frase disponibile anche in altre versioni: O ancora, citando i grandi Aldo, Giovanni e Giacomo: Il mio falegname con 30.000 lire la faceva meglio. I tre protagonisti hanno bisogno di lavorare e voglia di costruire una famiglia, ma questo li porta a snaturarsi, ad annullare la propria volontà. Ribadisco il concetto: chi ci aveva pensato, prima di lui? L’ex moglie di Giacomo Poretti, infatti, si innamora di Giacomo in Tre uomini e una gamba, di Aldo in Così è la vita e di Giovanni in Chiedimi se sono felice. Aldo è svagato, distratto, naif. Giovanni è pignolo e cinico, odia animali e bambini perché sporcano e fanno casino, ci tiene a fare sempre bella figura col suocero, il classico “lecchino” potremmo definirlo, e dei tre è il più autoritario. Oltre a dover raggiungere le famiglie per il matrimonio, i tre hanno un’altra incombenza: portare in Puglia una costosissima gamba di legno, ultima fatica del celebre scultore americano Michel Garpez. La vera sfida fu anche la data scelta per l’uscita, ovvero il 27 dicembre 1997, un periodo delicato in cui il cinepanettone dominava ancora la scena dei cinema italiani. No, non saremmo mai stati in grado. Ci stupiamo delle tele tagliate di Fontana e alla Merda d’Artista di Manzoni. Anche durante il loro, di viaggio, il trittico di viaggiatori ne combina di tutti i colori, tra innamoramenti repentini, gag esilaranti, gambe di legno senza unghie, partite di calcio in spiaggia e proiezioni degli indimenticabili film di Remo Garpelli, neorealista.

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