Infine, il grande apostolo scrive ai suoi fratelli di Roma di aver bisogno delle loro preghiere (v. 30). È così che al v. 12, Trifena, Trifosa e la cara Perside non sono menzionate insieme, perché se le prime due si affaticavano nel Signore, la terza si era «molto affaticata», e i loro servizi non sono confusi. Nessuno vi accede con la scala della propria giustizia: sarà sempre insufficiente. Ma aggiungeva: «Se dunque il Figliuolo vi farà liberi, sarete veramente liberi» (Giovanni 8:34,36). È per i miei peccati che Gesù è stato dato; è per la mia giustificazione che Dio l’ha risuscitato»? Quante imprese, spesso generose e sincere, sono destinate al fallimento perché sono «senza conoscenza»! «Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio». 10:19). — esclama quest’uomo — invece di migliorare mi sento ogni giorno più cattivo. Dio che condanna o l’accusato che si difende? Da sempre il Signore si è riservato un residuo fedele che rifiuta di piegarsi di fronte agli idoli del mondo. E questo è ancora più vero se si considerano gli inutili sforzi fatti da tante persone per guadagnare il cielo, quando basterebbe afferrare la Parola che è «presso di te» (v. 8). Nel suo scoraggiamento, il povero Elia era giunto fino al punto di parlare «a Dio contro Israele» (v. 2,3). Dopo il rapimento dei credenti, verrà il momento in cui la cristianità infedele verrà a sua volta giudicata; dopo di che, tutto il rimanente fedele d’Israele sarà salvato dal suo grande Liberatore (v. 26). NOTE INTRODUTTIVE Quando scrive ai Romani, Paolo ha compiuto larga parte della sua attività apostolica. Finché dura la notte morale di questo mondo, il credente è invitato a rivestire «le armi della luce» (v. 12; Efesini 6:13...), a rivestirsi del Signore Gesù Cristo stesso (v. 14), cioè a renderlo visibile, come un abito senza macchia. Per dimostrare meglio che la salvezza per grazia non ha alcun rapporto con le pretese carnali e «il vanto» del popolo giudeo (cap. Ma il desiderio ardente dell’apostolo restava lo stesso: che la gelosia del popolo giudaico nei confronti dei nuovi beneficiari della salvezza (gelosia di cui lui stesso aveva tanto sofferto: Atti 13:45; 17:5; 22:21,22) incitasse questo popolo a ricercare la grazia che, fino a quel momento, aveva disprezzato (v. 14; cap. Le epistole sono delle lettere, indirizzate dagli apostoli ad assemblee o a credenti, nelle quali troviamo esposte le verità cristiane. Si può dubitare della realtà d’una conversione che non ha il coraggio di dichiararsi. Ma lui «non vacillò per incredulità... essendo pienamente convinto» (v. 20,21). E Gesù mi prende per mano». È anche il nostro primo dovere nei confronti di coloro che ci stanno vicini e non sono ancora convertiti. L’introduzione «contro natura» (v. 24) dei Gentili sul tronco d’Israele sottolinea dunque l’immensa grazia che ha posto noi (che non siamo Giudei) al beneficio delle promesse fatte ad Abramo. Al contrario! E, ogni sera, si ebbero molte conversioni. Là si alludeva a Cristo solo. Questa può anzi considerarsi conclusa per quel che riguarda l’Oriente (15:19). I versetti da 6 a 8 enumerano alcuni doni della grazia: profezia, servizio nell’assemblea, insegnamento, esortazione, amministrazione, guida del gregge... Tutte queste attività, direte voi, non mi riguardano: sono per dei cristiani che abbiano l’età adatta e l’esperienza. 6:23). Ognuna di queste esortazioni deve essere meditata e trova la sua applicazione nella nostra vita quotidiana. Essa è libera e non legata a privilegi ereditari. 3:22 non c’era differenza davanti al peccato; tutti erano colpevoli. Egli si presenta a testa alta. Era il caso d’Israele, nonostante gli avvertimenti di tutto l’Antico Testamento: Mosè (v. 19), Davide (v. 18), Isaia (v. 15,16,20,21), cioè la Legge, i Salmi ed i Profeti. Paolo, da parte sua, non dimentica ciò che è stato fatto per lui (fine del v. 2 e 4). Ma Dio, nella sua saggezza, non glielo aveva permesso, perché questa capitale del mondo antico non doveva diventare il centro della sua opera. v. 21; 1 Pietro 4:3), aver lavorato per Satana, l’impostore pronto a negoziare un tragico salario: la morte, che Cristo ha subito al nostro posto (v. 23). La nostra infermità è grande: non sappiamo né come pregare né che cosa domandare. 1), poi quella dell’uomo morale e civilizzato (inizio del cap. Ed è lasciandoci condurre da Lui che ci faremo conoscere come figli di Dio (v. 14; confr. E nemmeno come se loro dovessero avere l’onore della sua presenza, bensì mettendo in rilievo il suo personale desiderio di gioire della loro presenza (v. 24 alla fine). Presumere il bene nei nostri fratelli, significa confidare in Cristo che è in loro. Quando un colpevole è deceduto, la giustizia umana non può più metterlo in prigione. Ma essi hanno sotto gli occhi un altro libro sempre aperto: la Creazione (Salmo 19:1). L’uomo ha assoggettato tutta la creazione al servizio della sua vanità (v. 20), della sua corruzione (v. 21). Introduzione Nel 1515-1516, Lutero ha svolto a Wittenberg un commento sistematico alla Lettera ai Romani. Questo, però, non era più un problema vivo dopo la fine del primo secolo, quando, in pratica, la cristianità era costituita da non-ebrei. Ebbene! LA LETTERA DI PAOLO AI ROMANI a cura di Salvatore Ricciardi A. Sì, anche le prove, se è necessario (v. 28). Ho scoperto che ero sotto il peccato (cap. Egli non cerca di minimizzare gli errori commessi, come fanno gli avvocati davanti ai tribunali degli uomini; al contrario, Egli li difende dicendo: La sentenza è giusta, ma è già stata eseguita; il debito è saldato; una morte, la mia, ha pagato il terribile debito dei loro peccati. Dal capitolo 9 al capitolo 11, sarà considerato il fratello maggiore, ossia il popolo giudaico, i suoi privilegi naturali ed anche la sua gelosia. Ma per chi continua a vivere sulla terra, si pone ormai un doloroso problema: egli ha ancora in sé la vecchia natura, «il peccato», che riesce a produrre solo dei frutti corrotti. Non c’è nulla di più importante per l’uomo della sua libertà. Che al vedere le nostre benedizioni possano avere invidia tutti coloro che ci circondano! Contiene tutta la verità in Cristo. E l’apostolo si ferma con adorazione di fronte a questi consigli insondabili di Dio, questa «profondità della ricchezza e della sapienza e della conoscenza di Dio» (v. 33). Nei versetti da 1 a 8 si trattava del nostro servizio per Dio; i versetti da 9 a 16 enumerano principalmente i nostri doveri nei confronti dei nostri fratelli, mentre dal versetto 17 al versetto 21 è considerata la nostra responsabilità nei riguardi di tutti gli uomini. Ma allora Dio smetterebbe di essere giusto e rinnegherebbe Se stesso (2 Timoteo 2:13). Così, le nazioni non avevano alcun diritto d’origine; Israele aveva perso il suo; tutti erano nello stesso irrimediabile stato, senza altra risorsa che la misericordia divina.

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